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Il principio
Sopra l'isolante e la membrana traspirante si posano dei controlistelli paralleli alla pendenza. Lo spazio tra i controlistelli, sotto il manto, forma una serie di canali d'aria. L'aria entra dal basso, in gronda, attraverso aperture protette da griglie, sale lungo la falda ed esce dall'alto, al colmo, attraverso un colmo aerato. Il movimento è naturale: l'aria scaldata dal sole sale, quella fresca entra dal basso.
Cosa cambia d'estate
D'estate il manto al sole può arrivare a temperature molto alte. In un tetto non ventilato quel calore passa per conduzione all'isolante e poi all'interno. In un tetto ventilato una parte del calore viene portata via dall'aria che scorre sotto il manto prima di raggiungere l'isolante. Il risultato si sente soprattutto all'ultimo piano e nelle mansarde: meno caldo nelle ore pomeridiane e serali, meno lavoro per il climatizzatore.
Cosa cambia d'inverno
D'inverno la ventilazione smaltisce l'umidità che riesce ad attraversare il pacchetto, mantenendo asciutti isolante e legno. Nelle zone con neve rende la temperatura del manto più uniforme e riduce lo scioglimento della neve dal basso, che è una delle cause del ghiaccio in gronda. In provincia di Bergamo, tra pianura umida e valli nevose, sono vantaggi concreti.
Come si realizza bene
- Altezza della camera d'aria. Deve essere sufficiente perché l'aria scorra: di solito si parla di alcuni centimetri, con valori maggiori su falde lunghe o poco inclinate. Le norme tecniche e i produttori danno i riferimenti.
- Ingresso in gronda continuo, con griglia parapasseri per impedire l'ingresso di uccelli e insetti senza chiudere il passaggio dell'aria.
- Uscita al colmo con sottocolmo aerato, non con malta che chiude tutto.
- Nessuna interruzione dei canali d'aria attorno a camini, lucernari e abbaini: bisogna creare dei by-pass.
- Membrana traspirante sotto la camera d'aria, per far uscire il vapore e proteggere dall'acqua.
Gli errori che vediamo più spesso
- Colmi murati con malta, che bloccano l'uscita dell'aria.
- Griglie in gronda chiuse o sostituite con lamiere piene.
- Camere d'aria troppo sottili, che non ventilano.
- Membrane non traspiranti sotto la ventilazione, che intrappolano il vapore.
- Canali interrotti attorno ai lucernari, con zone senza ventilazione dove si forma condensa.
Sono errori che non si vedono da terra e che si scoprono anni dopo, quando compaiono umidità e muffa.

Tetto ventilato e tetto microventilato
Si parla di tetto "microventilato" quando sotto il manto c'è solo lo spazio lasciato dai listelli, senza controlistelli dedicati. Aiuta a far asciugare gli elementi del manto, ma non ha gli stessi effetti sul comfort estivo. Il tetto ventilato vero e proprio prevede una camera d'aria dimensionata. Quando si rifà un tetto con isolamento, la differenza di costo tra le due soluzioni è modesta e la scelta del ventilato è quasi sempre conveniente.
Quanto costa
Un tetto ventilato completo, con freno al vapore, isolante, membrana, controlistelli, listelli, manto e colmo aerato, si colloca indicativamente tra 110 e 190 €/m² IVA esclusa, ponteggio escluso, secondo isolante e manto. Rispetto a un rifacimento senza isolamento la differenza è di circa 40-70 €/m². Vedi coibentazione del tetto e la guida ai costi.
Domande frequenti
Il tetto ventilato funziona anche senza isolante?
La ventilazione aiuta comunque a smaltire calore e umidità, ma il beneficio pieno si ha con l'isolante sotto.
Entrano insetti o uccelli dalle aperture?
Non se le griglie sono posate bene. Servono proprio a lasciar passare l'aria e tenere fuori gli animali.
Si può rendere ventilato un tetto esistente?
Solo smontando il manto. Per questo conviene farlo quando si rifà la copertura.
Il colmo aerato lascia entrare la neve?
I colmi aerati di qualità hanno elementi che impediscono l'ingresso di neve e pioggia battente, lasciando passare l'aria.
