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Guida fiscale · aggiornata a ottobre 2026

Detrazioni fiscali per il rifacimento del tetto nel 2026

Rifare il tetto è uno degli interventi che si possono detrarre. Le regole però sono cambiate più volte negli ultimi anni: ecco il quadro per le spese sostenute nel 2026, da verificare sempre con il proprio commercialista.

Firma dei documenti per i lavori di rifacimento del tetto
In questa pagina
  1. Il quadro in breve
  2. Cosa rientra e cosa no
  3. Se si isola il tetto
  4. IVA agevolata
  5. Come si paga
  6. Documenti da conservare
  7. Sconto in fattura e cessione del credito
  8. Un esempio numerico

Il quadro in breve

Per le spese sostenute nel 2026 per interventi di recupero edilizio, tra cui rientra il rifacimento del tetto come manutenzione straordinaria, la detrazione IRPEF è:

  • 50% se l'immobile è l'abitazione principale e la spesa è sostenuta dal proprietario o dal titolare di un diritto reale di godimento;
  • 36% negli altri casi (seconde case, immobili non adibiti ad abitazione principale, altri soggetti);
  • su un massimo di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare;
  • ripartita in dieci rate annuali di pari importo.

La normativa vigente prevede una riduzione delle aliquote per le spese sostenute dal 2027, salvo proroghe. Chi sta pianificando un rifacimento per la fine dell'anno o l'inizio del prossimo fa bene a verificare con il commercialista se e come la data dei pagamenti incide.

Questa pagina ha valore divulgativo. Le agevolazioni fiscali dipendono dalla situazione del contribuente, dall'immobile e dalla documentazione. La conferma va sempre chiesta al proprio commercialista o CAF prima di iniziare i lavori.

Cosa rientra e cosa no

Rientrano nel recupero edilizio gli interventi di manutenzione straordinaria sul tetto: il rifacimento del pacchetto di copertura, la sostituzione di elementi strutturali, l'inserimento dell'isolante, il rifacimento con materiali diversi, le opere collegate come lattoneria e linea vita quando fanno parte dell'intervento. Sono detraibili anche le spese accessorie: ponteggio, smaltimento, progettazione, pratiche edilizie.

La semplice manutenzione ordinaria su una singola unità, per esempio sostituire qualche coppo rotto o pulire le grondaie, non è detraibile. Lo è invece se riguarda le parti comuni di un condominio.

Se si isola il tetto

Quando insieme al rifacimento si isola la copertura, l'intervento può essere inquadrato anche come riqualificazione energetica. In questo caso ci sono requisiti di trasmittanza da rispettare, la comunicazione all'ENEA entro i termini previsti dopo la fine dei lavori e asseverazioni tecniche. Per il 2026 le aliquote base sono allineate a quelle del recupero edilizio (50% abitazione principale, 36% negli altri casi), ma con massimali propri. Il tecnico e il commercialista valutano quale inquadramento conviene, anche perché la stessa spesa non si può detrarre due volte.

IVA agevolata

Le prestazioni per interventi di manutenzione straordinaria su immobili a prevalente destinazione abitativa godono di norma dell'IVA al 10%. Per i cosiddetti beni significativi, come alcuni infissi e serramenti, l'aliquota ridotta si applica solo fino a un certo valore. In fattura le voci vanno indicate in modo che l'aliquota si possa verificare.

Come si paga

Per avere diritto alla detrazione bisogna pagare con il bonifico parlante per lavori di ristrutturazione, che le banche e le poste mettono a disposizione come modello apposito. Nel bonifico vanno indicati:

  • la causale con il riferimento normativo;
  • il codice fiscale di chi detrae;
  • la partita IVA o il codice fiscale dell'impresa.

La banca applica una ritenuta d'acconto sull'importo, ma questo non riguarda chi paga. Pagamenti in contanti, con assegno o con un bonifico ordinario fanno perdere la detrazione.

Documenti da conservare

  • Fatture dell'impresa e dei professionisti.
  • Ricevute dei bonifici parlanti.
  • Titolo edilizio (CILA, SCIA o altro) oppure, se non serve, una dichiarazione sostitutiva che indichi la data di inizio lavori e che l'intervento è agevolabile.
  • Per i condomini, la delibera assembleare e la tabella di ripartizione.
  • Per gli interventi energetici, la documentazione tecnica e la ricevuta della comunicazione ENEA.
  • La comunicazione preventiva all'ATS, quando prevista per i cantieri.
Raccolta dei documenti e delle fatture per la detrazione fiscale
Fatture, bonifici e pratiche: una cartellina ordinata evita problemi in caso di controllo.

Sconto in fattura e cessione del credito

Per i nuovi interventi lo sconto in fattura e la cessione del credito non sono più disponibili, salvo eccezioni limitate previste dalla legge per situazioni particolari. In pratica oggi chi rifà il tetto paga l'impresa e recupera la detrazione nella dichiarazione dei redditi in dieci anni. Serve quindi avere abbastanza imposta da cui detrarre: chi ha un reddito basso o è incapiente rischia di non sfruttare tutta la detrazione.

Un esempio numerico

Rifacimento del tetto della propria casa di abitazione: 26.000 euro di lavori più IVA al 10%, per un totale di 28.600 euro, più 1.500 euro di spese tecniche. Spesa detraibile: 30.100 euro. Detrazione al 50%: 15.050 euro, cioè 1.505 euro all'anno per dieci anni. Lo stesso intervento su una seconda casa, al 36%, dà 10.836 euro in dieci anni.

Domande frequenti

La detrazione spetta anche se non sono proprietario?

Può spettare anche all'inquilino o al comodatario che sostiene la spesa, con il consenso del proprietario, ma l'aliquota maggiorata del 50% è riservata a proprietari e titolari di diritti reali sull'abitazione principale. Va verificato con il commercialista.

Il ponteggio è detraibile?

Sì, come spesa accessoria all'intervento agevolato, se pagato con le stesse modalità.

Posso detrarre la sostituzione di qualche coppo?

Su una singola abitazione no, è manutenzione ordinaria. Sulle parti comuni di un condominio sì.

Se vendo la casa prima dei dieci anni?

In generale le rate residue passano all'acquirente, salvo diverso accordo nell'atto. È un punto da chiarire con il notaio.

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