Isolamento termico
Coibentazione del tetto a Bergamo
Su una casa non isolata la copertura è la superficie che disperde di più. Se il tetto va comunque rifatto, isolarlo nella stessa occasione costa una frazione di quanto costerebbe farlo a parte.
Perché isolare dall'esterno, sopra le travi
L'isolamento in copertura si può fare in due modi: sotto il tetto, controsoffittando o riempendo l'intradosso, oppure sopra le travi, inserendo l'isolante nel pacchetto quando si rifà il manto. La seconda strada è tecnicamente migliore per tre motivi.
Primo: l'isolante è continuo, senza le interruzioni create dalle travi, quindi non ci sono ponti termici distribuiti. Secondo: la struttura in legno resta dentro il volume protetto, quindi lavora in condizioni termiche più stabili e dura di più. Terzo: si mantiene il legno a vista dall'interno, che nelle case bergamasche con sottotetto recuperato è quasi sempre ciò che si vuole conservare.
Lo svantaggio è che si può fare solo quando si rifà la copertura, perché comporta lo smontaggio del manto. Per questo, se il tetto ha ancora dieci anni davanti e il problema è solo il freddo, valutiamo anche soluzioni dall'interno.
Che cosa significa tetto ventilato
Il tetto ventilato ha una camera d'aria continua fra la membrana traspirante e il manto, alimentata da una presa d'aria in gronda e da uno sfiato al colmo. Quella corrente d'aria fa due lavori distinti: d'inverno porta via il vapore che riesce a superare l'isolante, evitando che condensi e bagni il pacchetto; d'estate smaltisce il calore accumulato dal coppo, che sotto il sole di luglio supera facilmente i sessanta gradi.
Senza ventilazione, un pacchetto isolato può funzionare peggio di uno non isolato: l'umidità resta intrappolata e l'isolante bagnato perde gran parte della sua capacità. È il motivo per cui i controlistelli e le prese d'aria non sono un dettaglio da tagliare in preventivo.
Quale isolante
- Fibra di legno. Densità elevata, ottimo comportamento estivo grazie all'alto sfasamento termico: è la scelta migliore per i sottotetti abitati, dove il problema vero d'estate è il caldo del pomeriggio. Costa più delle alternative.
- Lana minerale. Buon rapporto prestazioni-prezzo, incombustibile, adatta anche dove servono requisiti di reazione al fuoco. Va protetta bene dall'umidità.
- Poliuretano espanso. Il migliore in termini di conduttività a parità di spessore: si usa quando lo spessore disponibile è poco, per esempio se non si può alzare la quota di colmo. Sfasamento estivo modesto.
- Pannelli sandwich. Isolante e supporto in un unico elemento, rapidi da posare, molto usati su capannoni e su ricostruzioni di orditure semplici.
Lo spessore corretto dipende dalla zona climatica e dall'uso del sottotetto. In provincia di Bergamo, che comprende situazioni molto diverse fra la pianura e l'alta valle, su un sottotetto abitato si ragiona in genere da 10 cm in su, con valori maggiori salendo di quota.
Quanto si risparmia davvero
Va detto con onestà: il risparmio dipende dallo stato di partenza, dal tipo di impianto, dalle abitudini di riscaldamento e dalla superficie disperdente. Su una casa non isolata con sottotetto abitato l'intervento in copertura è comunque quello con il rapporto più favorevole fra costo e beneficio, perché il calore sale e il tetto è la superficie da cui esce.
Il beneficio più immediato e meno raccontato è quello estivo: un sottotetto isolato con materiale ad alto sfasamento diventa abitabile nei pomeriggi di luglio, mentre lo stesso ambiente sotto coppi non isolati non lo è.
L'intervento rientra fra quelli agevolabili come manutenzione straordinaria e, se ricorrono i requisiti, come intervento di efficientamento energetico. Le regole variano e vanno verificate con il proprio commercialista: qui trovate il quadro generale.
Come si integra con il rifacimento
Nella pratica, coibentare significa aggiungere al pacchetto standard uno strato isolante e, quasi sempre, un freno al vapore sotto di esso. Il manto si alza di qualche centimetro, quindi vanno adeguate le scossaline, i faldali dei camini, i raccordi dei lucernari e l'aggancio della gronda. Sono lavorazioni che devono comparire nel preventivo: se un preventivo di coibentazione non le nomina, quasi certamente non le ha considerate.
Se l'aumento di quota è significativo va verificata anche la compatibilità urbanistica: nei centri storici e sugli edifici in linea l'altezza di colmo può essere vincolata. Vedi la pagina sulle pratiche.
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Domande frequenti
Posso isolare senza smontare il tetto?
Sì, intervenendo dall'interno: isolamento fra le travi con controsoffitto, oppure insufflaggio dove c'è un'intercapedine. Sono soluzioni valide ma con più ponti termici e, nel caso del controsoffitto, si perde il legno a vista.
L'isolamento risolve la condensa?
Solo se accompagnato da un freno al vapore posato correttamente e da una ventilazione funzionante. Isolare senza gestire il vapore può spostare il punto di condensa dentro il pacchetto e peggiorare le cose.
Quanto costa in più rispetto al solo rifacimento?
Indicativamente si passa da 70–130 €/m² a 110–190 €/m² per un pacchetto ventilato e isolato. La differenza dipende soprattutto dal tipo e dallo spessore dell'isolante scelto.
Serve una relazione tecnica?
Se si accede a detrazioni per efficientamento energetico sì, servono asseverazioni e documentazione specifica redatte da un tecnico abilitato. Per la sola manutenzione straordinaria con detrazione ordinaria gli adempimenti sono più semplici.
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